• Il Ritorno del Sintetizzatore Modulare

    Il Ritorno del Sintetizzatore Modulare

    di Alessandro Magri, 14-01-2016 424 15482 0

    Sono nato come musicista e professionista a cavallo dell’avvento dell’era digitale, ho quindi potuto godere degli ultimi gemiti del mondo analogico dalla seconda metà degli anni ’80 sino alla metà degli anni ’90. Ho quindi avuto il piacere di poter “toccare con mano” il modo di pensare e realizzare produzioni discografiche basate su nastro, mixer hardware e sintetizzatori spesso rigorosamente analogici. La tendenza al ritorno del suono analogico si è lentamente attivata già da alcuni anni, già nel 2010 ad esempio, sono stato chiamato a eseguire le parti tastieristiche del disco di Vasco Rossi “Vivere o Niente” nel quale ho utilizzato esclusivamente sintetizzatori analogici quali MemoryMoog, MiniMoog, Prophet 5 e un grande sintetizzatore modulare in formato Moog Unit, il Synthesizers.com, comunemente detto dotcom.

    Nella figura di copertina: Minimoog Voyager, Minimoog Model D, sintetizzatore modulare “dotcom” a 44 unità, semi-modulare Korg MS 20 e Nord Modular G2. Fonte: www.audioenginemusic.com/certifiedtraining.com

    Già da qualche anno siamo testimoni al ritorno del sopracitato suono analogico. Il mercato, sempre attento alle nuove tendenze, se ne è immediatamente avveduto, infatti molti produttori di strumenti musicali hanno provveduto a reimmettere sul mercato “vecchi dinosauri”, ad esempio Moog Music sta riproponendo il Moog System 55 e la replica del Moog Modular di Keith Emerson. Korg ripropone il monofonico MS 20 e la riedizione dell’ARP Odyssey. Roland torna sul mercato analogico con JD-XA (che ho presentato personalmente a Torino in giugno 2015) e il piccolo JD-Xi quindi l’atteso sintetizzatore modulare System 500. Dave Smith rispolvera il glorioso marchio Sequential Circuits (operazione misteriosamente avvallata da Yamaha che deteneva i diritti del marchio) con il quale commercializza lo splendido Prophet 6. La lista è ancora (fortunatamente) molto lunga… Sull’onda di questo rinnovato interesse, stanno ora facendo capolino sul mercato tutta una nuova ondata di costruttori di nuovi apparati modulari proposti in vari formati. Anche il mercato dei Software Instrument risente del ritorno del sound analogico come i prodotti di Arturia con Analog Collection e Reaktor di Native Instruments con il quale è possibile creare qualsiasi processore di segnale, sintetizzatore Virtual Analog e/o Sampler mediante una semplice e didatticamente funzionale programmazione “object based”.

     

    Fig. Emerson Moog Modular System. Fonte: www.moogmusic.com 

     

    Fig. Sintetizzatore vintage semi-modulare Korg MS 20 MKII di Audio Engine Music. Fonte: www.audioenginemusic.com/certifiedtraining.com

     

    Fig. Un sintetizzatore Virtual Analog/Sampler dotato di sequencer realizzato dagli allievi durante un corso di Tecniche di Sintesi di Audio Engine Music. Fonte: www.audioenginemusic.com/certifiedtraining.com

    Come e cosa acquistare per costruire il proprio sintetizzatore modulare? La risposta è complessa: è innanzitutto necessario comprendere il funzionamento della sintesi analogico-sottrattiva e contemporaneamente valutare l’integrazione del sistema in riferimento alla propria DAW.

     

    Fig. Roland TR 808, Moogerfooger VX-351 e CP-251 utilizzati per i corsi di Tecniche di Sintesi di Audio Engine Music. Fonte: www.audioenginemusic.com/certifiedtraining.com

    I Formati

    I moduli dei sintetizzatori modulari sono offerti in vari formati. Vi sono sostanziali differenze e compatibilità da tenere in considerazione durante la fase di progettazione del proprio sistema.

    Moog Unit

    Indicato con l’acronimo “MU”, è un formato di grandi dimensioni che si riferisce ai moduli “storici” dei primi sistemi modulari Moog. Questo formato è poi diventato popolare e ad oggi è utilizzato da molti costruttori tra i quali Synthesizers.com. Il formato MU ha le seguenti dimensioni:

    • altezza 22,225cm.
    • larghezza 5,397cm.

    È quindi possibile montare otto moduli singoli all’interno del formato rack standard da 19’’ occupandone cinque unità in altezza. La tensione utilizzata per il funzionamento del sistema è +/- 15V. MU utilizza controlli rotativi di “grandi” dimensioni e connessioni Jack da 1/4’’. Questi moduli sono storicamente montati all’interno di appositi Case di varie dimensioni e capienza.

     

    Fig. Sequencer analogico Q960 di Synthesizers.com montato all’interno del sistema di Audio Engine Music. Fonte: www.audioenginemusic.com/certifiedtraining.com

    EuroRack

    Il formato oggi più in voga. Forse anche per le dimensioni piuttosto ridotte e i prezzi più bassi.

    Il formato Eurorack ha le seguenti dimensioni:

    • altezza 128,5mm
    • la larghezza può avere dimensioni molto differenti in base al modulo in questione.

    I controlli rotativi sono di dimensioni molto ridotte rispetto a MU, e si utilizzano connessioni Jack da 3,5mm. L’alimentazione necessaria per il funzionamento del sistema è di +/-12v. Spesso montato sia all’interno di appositi case oppure a rack.

    Fig. Doepfer A100. Fonte: www.doepfer.de

    FrackRack

    Questo formato è certamente il meno diffuso tra quelli visti utilizza un’alimentazione di +/-15v e jack da 3,5mm. FrackRack è piuttosto simile al formato EuroRack e i moduli di questi due formati possono essere eventualmente utilizzati in congiunzione facendo le dovute verifiche di compatibilità. Spesso questo formato dimora all’interno di case in formato Rack.

    MOTM

    La dimensione in altezza è come il formato Moog Unit ma la larghezza differisce in relazione al modulo in oggetto. L’alimentazione del sistema richiede +/-15v e le connessioni sono offerte nel formato jack da ¼’’. Spesso troviamo questi sistemi alloggiati in case formato rack.

    Affacciamoci quindi al mondo dei sintetizzatori modulari! È semplice, divertente, offre grande qualità timbrica e nel contempo non vi è nulla di meglio per comprendere a fondo la sintesi analogico–sottrattiva. Nessuna controindicazione, tranne la seria possibilità di ridurre drasticamente la vostra vita sociale;)

     

    Gli argomenti trattati in questo articolo sono trattati in maniera approfondita all’interno del corso “Tecniche di Sintesi” di Audio Engine Music. Visita il link del corso: http://www.logicpro.it/corso.php?id=90

    Le fotografie di strumenti musicali di Audio Engine Music sono di strumenti di proprietà di Alessandro Magri che vengono utilizzati sia in produzione musicale che durante i corsi presso Audio Engine Music nella sede di Cento (Fe).

    Mi è piaciuto l'articolo!

    Categoria dell'articolo: Strumenti musicali hardware

    Commenta l'articolo

    0 commenti

    Articoli che potrebbero interessarti

    • Sintesi Analogico-Sottrattiva (Princìpi di base)

      Strumenti musicali hardware

      Sintesi Analogico-Sottrattiva (Princìpi di base)

      La sintesi analogico-sottrattiva consente di creare nuove timbriche partendo da forme d’onda ricche di contenuto armonico alle quali verrà successivamente “sottratto” il materiale che non si ritiene utile al conseguimento del proprio obiettivo di sound design. La sintesi analogico-sottrattiva basa il proprio funzionamento su due percorsi paralleli: il percorso di controllo e il percorso...

      di Alessandro Magri, 28-01-2016